[Alcune considerazioni su...]

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IL BESTSELLER N.1 DEL NY TIMES… E VOI CHE CREDETE AL FATTO QUOTIDIANO. (l’informazione non sta nei media, no)

 

Pongo una mia riflessione che già proposi quasi vent’anni fa, ma oggi è stra-attuale e ancor più drammatica. E yes, vi riguarda eccome, 110%.

Per tutti quelli che al mondo non fanno i giornalisti, la domanda è angosciante: ma sarà vera quella notizia? Lo era, angosciante, già negli anni ’70, quando si avevano 3 canali Tv, qualche radio e i quotidiani al mattino, punto. Oggi le fonti d’informazione si sono moltiplicate come le stelle dell’universo, e ovviamente tutte reclamano di dire il vero.

I coniugi Perotti sono bombardati in un singolo giorno da più notizie & versioni delle stesse, di quante gocce di pioggia prendano addosso in un’intero inverno. E’ come dire che il Pianeta Terra veda sorgere ogni mattina 780 soli, ma il 99% sono falsi abbagli. Come cazzo si fa a capire qual è quello vero?

La risposta che uno, disperatamente, spesso si dà è questa: ci si fida di quelle che sembrano le voci più serie, autorevoli, colte, che la propria tendenza politica offre. Ok, allora stiamo fra i divoratori di news più in voga oggi, cioè i ‘liberal’, Politically Correct, Millennials informati. E prendiamo un quesito centralissimo nel 2017, col punto interrogativo alla fine: L’elezione di Donald Trump è stata libera, o truccata dai Servizi di Vladimir Putin pro Donald?

Un libro vi compare all’orizzonte come il faro nella tempesta: non solo è garantito dal fatto di essere il Bestseller N.1 dell’autorevole The New York Times, ma di più: l’autore è Luke Harding, che vanta il titolo di super inviato veterano a Mosca dell’altro autorevolissimo quotidiano The Guardian (GB). Ma di più ancora, Harding ha un curriculum da spavento e ha usato fonti al Top dei Servizi Segreti di oltre cinque Potenze internazionali. Il titolo del suo libro è una chiarissima risposta al quesito in oggetto, infatti recita:

COLLUSIONE: Incontri Segreti, Denaro Sporco, e come la Russia aiutò Donald Trump a Vincere”.

C’è bisogno d’altro? Esiste, chiedo, una fonte di ricerca più profonda, più documentata, più acclamata, più credibile di questo libro e del suo autore per voi, i ‘liberal’, Politically Correct, Millennials informati che avete pianto la sconfitta della Clinton? Non credo.

Ma ecco cosa accade quando un folletto ‘maligno’ ci si mette di mezzo. Sapete cosa? Che anche un 'Vangelo' può andare letteralmente a pezzi nell’arco di pochi minuti, e con lui le certezze di milioni di persone impegnate. Roba da disperarsi, urlare, strapparsi le vesti al grido di “Ma non si può mai credere a nessunoooooo, cazzoooooo!”.

Come ha spassosamente descritto Zero Hedge, il folletto in questo caso è un giovane reporter coi super controcazzi che si chiama Aaron Maté, che lavora anche per il network The Real News. Maté ha chiamato proprio Mr. Reporter Superman Luke Harding e l’ha intervistato. Quello che si è visto, è come una carriera di 27 anni e un monumento giornalistico chiamato Bestseller N.1 del The New York Times sono stati massacrati fino allo ‘splatter’ senza pietà da Maté, in esattamente 28 minuti e 51 secondi di un’intervista così atroce da guardare da sperare nell’arrivo dei Pompieri per estinguere le fiamme che carbonizzavano Luke Harding.

Chi capisce molto bene l’inglese può digitare i nomi sopraccitati su Youtube e guardarsi questo mattatoio del giornalismo ‘autorevole’. Per gli altri la metto in breve qui: l’uomo che doveva essere un Olimpionico del giornalismo investigativo anglosassone, e il cui superlativo volume sembrava contenere le PROVE FINALI sullo scandalo Putin&Trump, si è letteralmente disfatto, bofonchiando, sudando, deviando come un ossesso il discorso su terreni assurdi, e non ha saputo pronunciare UNA SINGOLA VERA PROVA CHE FOSSE UNA sul presunto intreccio Putin&Trump, mentre Aaron Maté lo finiva colpo su colpo con la metodicità di un martello pneumatico. Ricordate il titolo delle pagine di Harding? “… come la Russia aiutò Donald Trump a Vincere”. Era definitivo, no? e invece...

E qui torniamo a noi. Scusate, ma se per un puro caso – perché Luke Harding ha accettato l’intervista con The Real News solo alla fine di un Tour mondiale dei Media inclusa La Repubblica – se per un puro caso, dicevo, tutto questo non capitava al novantesimo minuto, l'autorevolissima informazione della cordata Harding - The Guardian - The New York Times sarebbe rimasta per il mondo intero dei ‘liberal’, Politically Correct, Millennials informati la fonte ultima dei colpevolisti contro Trump. Ma come ora sappiamo, era tutta cartapesta, fumo e niente arrosto, balle, persino a quel livello. Allora? Di nuovo si solleva l’angosciato grido belluino Ma non si può mai credere a nessunoooooo, cazzoooooo!”.

Vi capisco, ma c’è una buona notizia che vi salva, e che Paolo Barnard diede circa 20 anni fa ai suoi lettori. Eccola:

Il giornalismo-verità sta precisamente in un luogo molto vicino a tutti voi, vicinissimo, perché si trova dietro agli occhi che stanno leggendo queste righe: è la vostra testa. Che significa? Facile: NON ESISTE IL GIORNALISMO/GIORNALISTA VERITA’. LA VERITA’ SUL MONDO VE LA DOVETE CREARE VOI NELLA VOSTRA COSCIENZA, E OGNI SINGOLO GIORNO. Cioè, v’informate il più possibile, pensando sempre (ma davvero senza eccezioni mai!) che state leggendo solo delle fonti, nulla di più. Non state leggendo notizie, no. La notizia l’avrete quando voi stessi avrete messo assieme ogni segmento, e ne avrete CAVATO LA VOSTRA PERSONALE OPINIONE, e quella è la news verità per voi ‘liberal’, Politically Correct, Millennials informati (come per chiunque altro). Fine.

Il giornalismo-verità siete voi, e non è mai nessuno di noi reporter, scrittori, intellettuali. Facilissimo. Eh... solo che costa fatica, perché implica la cosa che la gggènte odia di più in assoluto nella vita: pensare con la propria testa. Eh, già.

Più semplice comprare il Fatto Quotidiano, o cliccare il blog di quel Grillo, voi ‘liberal’, Politically Correct, Millennials informati (come poi fa chiunque altro), e dire “è così, l'ha scritto T. o G.!”.

Sticazzi. Parola di giornalista.

 


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