[Alcune considerazioni su...]

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JOSEPH CONRAD HA SCRITTO LA MIA VITA. JOHN BELUSHI HA SCRITTO IL MIO TENTATO SUICIDIO.

 

Inutile qui che ri-ri-racconti che incredibile vita ho avuto, estasi, viaggi, guerre, orrore, allucinazione, donne a fiumi, successo, ma poi precipizi, tradimenti Shakespeariani, depressione, tragedie familiari, introspezione, pazzia lucida, ecc.

Insomma un romanzo di Joseph Conrad con tagli di Hunk Charles Bukowski, Cesare Pavese, Casanova ecc.

Ma ciò che è mi successo ieri l’altro notte giuro che l’ha scritto John Belushi, e cioè il tentativo di suicidio più grottesco della Storia. Sono le 4 del mattino, ero stato al telefono con l’amica C.D. e ogni 30 min era una bottiglia di vino che mi scendeva in pancia. Risalgo in casa e come mi avvicino al tavolo di cucina cado aggrappandomi e trascinandomi dietro il lampadario di vetro di quelli che calano bassi sul tavolo. Già lì sono una specie di tagliata di manzo al sangue, ma per caso me ne accorgo? Sticazzi.

Mi rialzo, voglio dell’acqua, ricado e stavolta mi sfondo la fronte contro una soglia di marmo. Il male… ma il male che ho sentito, non so descriverlo. Il sangue stavolta è come nella celeberrima scena di Shining di Stanley Kubrick. Noto vagamente la figura di mia moglie, ma lì ho vissuto un momento indefinibile, cioè come se tutto i dolore e la depressione della mia vita si fossero vestiti del dolore fisico e l’avessi avuti davanti che mi dicevano “Dai, basta Paolo, davvero. Basta”. Il resto viene dal racconto di mia moglie Alien, Danielle.

Mi alzo e parto dritto per la finestra della camera da letto, l’apro (4o piano) e inizio a scavalcarla per volare giù. Alien è stata per 15 anni una centometrista, e questo mi ha salvato. Mentre i miei zampilli di sangue facevano allegramente delle bozze di Jackson Pollock su tutti i muri, Alien solleva da sola l’intero materasso matrimoniale e lo schiaccia sul mio corpo, che da ubriaco come un gorilla ci stava mettendo quei 20 minuti e mettere entrambe le gambe verso il vuoto. Io stramazzo sul pavimento.

Poi mi si dice che intanto si sentivano le sirene di polizia e 118, chiamati dai vicini, ma io a quel punto parto a tirare testate e spallate e ginocchiate a tutto ciò che esiste di vetro o cristallo in casa, poi sembra che abbia tentato di tagliarmi le vene dell’avambraccio destro, ma con ma maestria di una bertuccia in LSD.

Arriva anche la scientifica, che esamina mia moglie per appurarsi che io non l’abbia picchiata (lei dice che, non sa quando, ma ho tentato di tirarle un pugno sulla spalla, e che le ho scaraventato dietro il pc, infatti defunto).

Ospedale, TAC, punti e io lì calmo e anche facevo battute. Poi forse per i tempi eterni di sti PS che oggi hanno il digitale di Google ma i tempi d’attesa sono i medesimi dell’Italia di Giolitti, mi sono alzato ho sfanculato tutti, medici, guardie di sicurezza e me ne sono andato. 

Ammetto, se no sarei una merda di uomo, che Alien ha passato dei brutti 20 minuti, ma la scena di sto macaco che vuole buttarsi dalla finestra e manco riesce ad alzare la seconda gamba mentre la moglie Ercole lo abbatte con una materasso matrimoniale, bé, quella è da film con John Belushi.

Mi sa che devo bere di meno, ed elaborare la mia pena interiore un altro po’. Cristo, avevo fatto 16 anni di psicoterapia, a che cazzo mi sono serviti? Mah!

 


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